include : decouvre-route-choix

La Strada turistica dei Vigneti dell’Yonne permette una piacevole scoperta dei vari vigneti del dipartimento che producono grandi vini di Borgogna: il vigneto di Chablis, mondialmente conosciuto, e i suoi vicini dell'Auxerrois e del Tonnerrois, così come i vigneti un po' più distanti di Joigny, a nord, e di Vézelay, a sud.










  • Tappa 1Il Vigneto di Joigny
    Il Vigneto di Joigny
    Primo dei vigneti borgognoni per chi arriva da Parigi, occupa la Côte Saint-Jacques che domina la città così come alcuni ettari a Volgré e Champvallon. Produce tradizionalmente dei borgogna Côte-Saint-Jacques rossi e rosé dalla fama secolare e da alcuni decenni un borgogna bianco molto apprezzato.
  • Tappa 2Il Vigneto di Vézelay
    Il Vigneto di Vézelay
    A Vézelay, sulle pendici stesse della "collina eterna" e nei pittoreschi villaggi attigui, Saint-Père, Tharoiseau e Asquins, un piccolo vigneto celebre già nel Medioevo produce un eccellente borgogna-Vézelay bianco proveniente dallo chardonnay, tipico, così come un interessante borgogna rosso e, per gli appassionati di nuove scoperte, un borgogna-grand-ordinaire proveniente da Borgogna o dall'Auxerrois, vecchi vitigni borgognoni quasi scomparsi.
    ©  S. Wahl ©  S. Wahl
  • Tappa 3I Vigneti dell'Auxerrois
    I Vigneti dell'Auxerrois
    Partendo da Auxerre che del suo vigneto, un tempo tanto glorioso da eclissare quello di Beaune, possiede solo i 4 ha 6 del Clos de la Chaînette in denominazione Borgogna, la strada dei vini attraversa i villaggi vignaioli della riva sinistra dell'Yonne, Jussy, Escolives-Sainte-Camille, dove non bisogna perdere né il sito archeologico gallo-romano, né la piccola chiesa romanica, e Migé che segnala il suo mulino a vento. Il pinot nero vi dà un eccezionale borgogna rosso, il bourgogne-coulanges, dai delicati aromi di frutti rossi.
    Poi, dopo avere superato l'Yonne a Cravant, la strada penetra per la collina di Palotte, il suo cru migliore, sul territorio d'Irancy, villaggio vignaiolo dalle vecchie case, tra cui quella che vede nascere nel 1710 Jacques Germain Soufflot, l'architetto del Panthéon, ammirevolmente rannicchiato nella cavità di un ferro di cavallo di colline in cui convivono uno accanto all’altro vigne e ciliegeti. A Irancy e su alcuni ettari dei villaggi vicini di Cravant e Vincelottes, 150 ettari piantati a pinot nero e alcuni rari ceppi di "César", un antico vitigno che potrebbe risalire all’epoca gallo-romana, producono l'Irancy, un superbo borgogna rosso con un grande capacità di invecchiamento, al pari dei migliori.
     © S. Wahl © S. Wahl
  • Tappa 5Il Vigneto di Chablis
    Il Vigneto di Chablis
    Si scopre allora il vigneto di Chablis, il più grande vigneto bianco di Borgogna con i suoi 4300 ettari piantati esclusivamente a chardonnay, dai vini apprezzati in tutto il mondo: petit chablis prodotto sulla cima delle colline, da bere giovane, chablis, chablis premiers crus e chablis grands crus dal bel colore oro verde, di suprema distinzione.
    Passato Préhy e la sua chiesa isolata in mezzo alle vigne, la strada scende sul Serein, offrendo a sinistra delle belle vedute sui premiers crus Montmains e Butteaux prima di arrivare di fronte alla piccola città di Chablis. Come sfondo, i sette grands crus: Blanchot, les Clos, Valmur, Grenouille, Vaudésirs, Preuses e Bougros, si stringono sul loro pendio circondato dalle colline che portano i premiers crus Montée-de-Tonnerre e Mont-de-Milieu a destra, Fourchaume e l'Homme-Mort a sinistra.
    Dopo la visita di Chablis e della sua bella chiesa Saint-Martin del XIII secolo, si imbocca un circuito che passa in rassegna i luoghi più rilevanti del vigneto prima di lasciare la valle del Serein, arrampicarsi sui pianori coperti di foreste e di grandi colture di cereali e riscendere nella valle dell'Armançon.
    Lignorelles. © S. Wahl © S. Wahl
    Lotta contro le gelate a Chablis, con aspersione d’acqua. © G. BOURRAS © G. BOURRAS
  • Tappa 6Il Vigneto del Tonnerrois
    Il Vigneto del Tonnerrois
    La strada dei vini attraversa allora Tonnerre, la città del cavaliere d'Eon con il suo eccezionale Ospedale maggiore del XIII secolo e la sua sorprendente Fosse Dionne, sorgente valchiusana, poi fa una puntata fino a Molosmes, vecchio villaggio perso nella cavità di colline in forte pendenza. Tonnerre e Molosmes producono principalmente un borgogna bianco e da poco la denominazione bourgogne-Tonnerre bianco mentre a Epineuil, prossima e ultima tappa, regna il pinot nero con il bourgogne-Epineuil, un vino pieno di vigore, che presenta aromi del territorio molto specifici. Su alcuni pendii però, in particolare la côte des Grisées, lo chardonnay produce un borgogna bianco che può confrontarsi senza complessi con lo chablis. Non si dimenticherà, per terminare la giornata, di andare a vedere a Epineuil la chiesa e il suo ricco arredamento e la casa natale di Alfred Grévin, talentuoso disegnatore e fondatore del noto museo.



chiudere
Hai già un diario di viaggio:

Inserisci il tuo nome utente nel turismo diario di viaggio Yonne e la password corrispondente.

Creo il mio carnet di viaggio compilando il modulo di iscrizione

chiudere
Creo il mio carnet di viaggio

Desidero ricevere le informazioni sui soggiorni fashyonne proposti dall'Agenzia di sviluppo turistico dell'Yonne

Accetto di ricevere gratuitamente l'attualità turistica di Yonne Turismo per mail una volta al mese.
con immagini     senza immagini
Il contenuto di questo campo rimarrà riservato e non sarà visualizzato pubblicamente.
* campi obbligatori
Inserire un valido indirizzo e-mail. Tutte le mail dal sistema verranno inviate a questo indirizzo. Questo indirizzo non sarà pubblico e verrà utilizzato soltanto se desideri ricevere una nuova password o se vuoi ricevere notizie e avvisi
fermer
Mi tengo informato sulle novità, promozioni e idee di soggiorni nell'Yonne.