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Che siano scrittori, orafi, scultori, incisori, parolieri, compositori, attori, cuochi stellati, pittori, o ancora accademici, originari dell'Yonne o trasferiti lì, tutti hanno apportato e apportano ancora oggi il loro contributo alla vita culturale dell’Yonne. Da Colette e la sua piccola Claudine che solca nelle sue passeggiate infantili i boschi di Saint-Sauveur-en-Puisaye, passando per Leslie Caron, attrice hollywoodiana, Marc Meneau che ci incanta le papille con i suoi cromesquis, Jean Desprès i cui gioielli di straordinaria modernità sono contesi nelle sale aste, a Yvonne e Christian Zervos, amici di Picasso, Miro e di altri ancora, seguite quindi l’impronta che, ognuno a modo proprio, hanno lasciato nel nostro bel dipartimento.




  • Tappa 1Il Sénonais e Centro Yonne
    Humbert nel suo laboratorio copyright M-J DROGOU ©  M-J DROGOU
    Il Sénonais e Centro Yonne
    Leslie Caron
    Leslie Caron è un'attrice francese conosciuta e riconosciuta in tutto il mondo, che vive tra Londra, Parigi e Villeneuve-sur-Yonne, dove ha acquistato una casa e aperto un ristorante cosy La Lucarne aux chouettes .
    Ballerina, attrice, si ricorderà in particolare la sua partecipazione a fianco di Gene Kelly in "Un americano a Parigi" nel 1951.
    Jean-Michel Lorain
    A Joigny, La Côte Saint-Jacques è un affare di famiglia. Michel torna a capo della piccola pensione di famiglia creata da sua madre alla fine degli anni 50. Nel 1971, la sua cucina molto personale è ricompensata da una prima stella nella guida Michelin, la seconda gli sarà attribuita cinque anni più tardi. Nel 1983, Jean-Michel, suo figlio, lo raggiunge ai fornelli dopo avere fatto esperienza da Troisgros e Girardet. È l'iniziatore di importanti lavori di ristrutturazione, che creano quindici camere di lusso e un sotterraneo che collega le due parti dell'edificio, dai due lati della strada. Nel 1986, Jean Michel a 27 anni diventa il più giovane chef ad ottenere 3 stelle Michelin. Dopo parecchi anni di "disgrazia" negli anni 2000, La Côte Saint-Jacques nel 2004 ritrova le sue 3 stelle e il suo posto tra le più belle tavole di Francia. Nell'autunno 2007, il celebre chef apre "Côté coon", un lussuoso spazio benessere nella sua struttura.
    Jacqueline e Raymond Humbert
    Sin dal loro incontro alle Belle Arti di Parigi, nel 1958, Jacqueline e Raymond Humbert accumulano una moltitudine di oggetti, veri e proprie infatuazioni improvvise, testimoni di un'epoca passata. Non smettono di percorrere la Francia alla ricerca di oggetti che li toccano, nelle fiere delle anticaglie, nelle discariche, nei mercatini dell'usato, dai ferrivecchi o nei laboratori di vecchi artigiani caduti nel dimenticatoio. Nel 1969 si sistemano a Laduz, nell’Yonne, dove Raymond praticherà la pittura fino alla sua morte avvenuta nel 1990, quasi nell’anonimato. La sua pittura era il suo respiro necessario, faceva corpo con la natura, non allo scopo di rappresentarla, ma di sentirla, secondo le stagioni, mescolando grafica vigorosa ed esplosioni colorate.
    Museo delle arti popolari di Laduz
    La prima parte del Museo apre le porte nel 1986. Il compito è immenso, altri edifici saranno via via allestiti. Oggi l’incredibile Museo delle arti popolari di Laduz raccoglie più di 100.000 oggetti. Mestieri degli artigiani, attrezzi, fabbrica di zoccoli, fabbrica di vasi, grès, giocattoli popolari, giostra di legno, scultura su legno, laboratorio di cavalli di legno… Oggi, Jacqueline veglia sull'opera di suo marito e dal 2001 presenta delle mostre temporanee di Arte tessile/carta contemporanea.
    Alain Bourbonnais
    Alain Bourbonnais, capo architetto degli edifici civili e palazzi nazionali, amava tutto ciò che era insolito, anticonformista ma autentico e vero. Dal 1983 colleziona e presenta, con l'aiuto di suo moglie Caroline, nelle loro casa di campagna a Dicy, le opere di artisti che non escono dalle scuole d'arte. Sono semplicemente fabbricanti, muratori, agricoltori, o ancora apprendista vaccaro.
    La Fabuloserie
    È un luogo in cui dei realizzatori di sogni ci sorprendono e ci commuovono con pezzi di metallo dipinti animati da motori di lavatrici, delle bambole fatte di collant sintetici, o ancora dei "Turbulents", figure di Carnevale realizzate in cartapesta e oggetti trasformati. Un luogo unico dedicato all'arte grezza, puro frutto dell’immaginario, che Caroline Bourbonnais fa vivere e ingrandisce dalla morte di suo marito avvenuta nel 1988.
    ©  Hamon La Fabuloserie ©  Hamon La Fabuloserie
  • Tappa 2La Puisaye
    © M'an Jeanne 1974 © M'an Jeanne 1974
    La Puisaye
    Jean d’Ormesson,
    Il castello di Saint-Fargeau fino al 1967 fu di proprietà della famiglia di Jean d’Ormesson, che vi passò una gran parte della sua infanzia. Nostalgico per non essere riuscito a conservare l'edificio dato che non poteva garantirne la manutenzione, l’accademico nel 1980 scriverà «Au plaisir de Dieu», un romanzo che racconta la decadenza di una famiglia aristocratica, dall'affare Dreyfus agli anni 60. Nel 1977 e 1978, il racconto è adattato per la televisione da Robert Mazoyer, con lo stesso titolo. Una saga in 10 episodi girata… al castello di Saint-Fargeau.
    Il castello di Saint-Fargeau
    Situato nel cuore del villaggio di Saint-Fargeau, si presenta come un maestoso pentagono di mattoni rosa, con le torri d'angolo coronate da campanili. Il castello fu ricostruito, ingrandito, abbellito dai suoi proprietari successivi, i più celebri dei quali furono Jacques Coeur, Mademoiselle de Montpensier, la Grande Mademoiselle. 80 cavalieri e 800 figuranti volontari partecipano ogni venerdì e sabato sera d'estate a un magnifico affresco storico che ripercorre la storia del luogo. I più curiosi saliranno nei granai ad ammirare delle travature di un'altra epoca.
    Jeanne e Nobert Pierlot
    Innamoratisi del castello di Ratilly casualmente durante una passeggiata, nel 1951, Jeanne e Norbert Pierlot lasceranno Parigi e le loro promettenti carriere, lui è attore, lei cantante e musicista. Rilevano il castello, lo restaurano e torniscono il grès di Puisaye. Poco a poco, i Pierlot faranno di Ratilly un importante centro della rinascita del grès esponendo i loro pezzi e quelli di molti ceramisti dell'epoca come Georges Jouve, Shoji Hamada. Parallelamente, organizzano corsi di fabbricazione di terrecotte, mostre prestigiose, concerti e spettacoli. Nel 1976, il Museo delle Arti decorative dedica una mostra all’attività eccezionale del castello di Ratilly. Poco a poco, Norbert Pierlot fa evolvere le sue terrecotte d'uso comune verso opere massicce, vere e proprie sculture.
    Il castello di Ratilly
    Rannicchiata discretamente nel cuore dei sottoboschi di Treigny, questa vera e propria fortezza medievale in pietre ferruginose sorge alla fine di un piccolo sentiero di terra. Abbellita nel Rinascimento, in particolare da una piccionaia, conserva le sue quattro torri d'angolo e due altre torri difendono il ponte dominato da un lucernaio del XVII secolo. Dal 1951, la famiglia Pierlot ne ha fatto un luogo di scambio, di espressione, di ricerca, in tutti i campi dell'arte e Nathalie, una delle figlie di Jeanne e Norbert Pierlot, vi tornisce, ancora oggi, il grès di Puisaye. Per tutta la stagione estiva, concerti, spettacoli e corsi di musica animano il castello.
    Colette,
    Colette è nata nel 1873 a Saint-Sauveur-en-Puisaye, nell’Yonne. Non si stancherà mai di cantare questa Puisaye dove visse un'infanzia felice e libera, con una madre intelligente e colta, Sido, e un padre che la considerò molto presto come una ragazza grande. Solo lei ha saputo evocare così bene le sue emozioni di gioventù, fare condividere i suoi stupori, poi le sue disillusioni sentimentali. Dopo lo straordinario successo editoriale dei libri su Claudine, ha saputo ampliare la sua ispirazione e ha lasciato un'opera molto varia.
    Il museo COLETTE
    Il Museo Colette, gestito dal Consiglio Generale dell'Yonne e dal comune di Saint-Sauveur-en-Puisaye, è installato nel castello della città, sotto il formidabile torrione del XI secolo chiamato Torre saracena. Una museografia inventiva e abile mette in scena mobili, oggetti della scrittrice e ricostruzione del suo appartamento al Palazzo Reale. Accompagna il visitatore con la voce e "gli sguardi di Colette", gli offre un vero museo letterario dove scoprire l'opera e la personalità di uno dei più grandi scrittori francesi.
    Fernand Rolland, Jean-Louis Vetter e M'an Jeanne
    Originario di Auxerre dove è nato nel 1920, Fernand Rolland eserciterà una gran quantità di mestieri prima di dedicarsi totalmente all'arte. Alla fine degli anni cinquanta, fonda con Jean-Louis Vetter, il Centro regionale d’arte contemporanea del Tremblay dove si succedono molti artisti: Alechinsky, Poliakoff, Mathieu, Nikki de Saint Phalle, Soulages, Jean Dubuffet, Armand Avril... M'an Jeanne, la madre di Jean-Louis Vetter, vive con loro. Un giorno, i due uomini trovano un disegno a pastello, credendolo frutto della mano di una bambina. Ma, questi piccoli oggetti ingenui rappresentati vengono direttamente dall'immaginazione di M'an Jeanne, che all'epoca ha 70 anni. Durante gli ultimi tre anni della sua vita, creerà in modo molto personale meravigliosi piccoli quadri a pastello grasso che attirarono media e visitatori da tutta la Francia.
    Centro Regionale d’arte contemporanea del Tremblay
    Nell'ambito di una residenza signorile di campagna del XVII secolo, il Centro presenta ogni anno delle mostre temporanee d'arte contemporanea. Due spazi permanenti sono oggi dedicati uno a M’an Jeanne e i suoi pastelli grassi fatti di astrazione, di figurazione quotidiana e di immagini fantastiche; l’altro, all'opera di Fernand Rolland, artista pittore, scultore, poeta. Lo spazio che gli è dedicato evoca sessant'anni del suo itinerario artistico ricco e variato attraverso quadri, collage, disegni, sculture, libri unici, poemi, raccolte, edizioni.
    Lydie e Robert Dutrou
    Robert Dutrou era stampatore-incisore. Il suo mestiere, l'ha imparato accanto a Picasso, Braque, Chagall e Matisse prima di entrare nella fondazione Maeght dove divenne l'incisore abituale di Miro. Nel 1980, Lydie e Robert Dutrou s’installano nella dimora della Puisaye che acquistano vicino a Parly, nell'Yonne, e creano uno degli importanti centri culturali dell’Yonne.
    Il Centro d’arte grafica della Métairie Bruyère
    Il centro vuole essere un crocevia di creazione pluridisciplinare che accoglie artisti e scrittori di tutto il mondo attorno alle tecniche dell'incisione, della litografia e della tipografia all'antica. Un percorso attraverso i laboratori permette di seguire le tappe di realizzazione di un libro d’artista, di una stampa contemporanea.
    Castello di Saint-Fargeau - copyright J.Kélagopian ©  J.Kélagopian
  • Tappa 3L’Avallonnais
    L’Avallonnais
    Nicolas Rétif de la Bretonne
    Veniva chiamato "Signor Nicolas" per l’importanza delle terre che possedeva suo padre nell’Yonne, a Sacy. Nicolas Edme de la Bretonne è nato nel 1734 in questo piccolo villaggio a sud di Auxerre. Dapprima apprendista stampatore ad Auxerre, andò a Parigi a fondare la sua azienda. Il ragazzino sarebbe diventato uno degli scrittori del XVIII secolo più prolisso in termini di scrittura e senza dubbio anche, uno dei più diabolici con il marchese de Sade. E che scrittura! "Le paysan perverti", "M. Nicolas", "La vie de mon père", … Caparbio, avvia il romanzo nell'evocazione pittoresca della realtà.
    Il sentiero escursionistico "Rétif de la Bretonne"
    Il GRP ® de Rétif de la Bretonne, srotola il suo percorso in un settore geografico a sud-est di Auxerre, delimitato dalle città e villaggi di Vermenton, Sacy, Lichères-près-Aigremont, Préhy, Courgis, Auxerre, Saint-Bris-le-Vineux, Saint-Cyr-les-Colons. Lungo circa 70 km, imbocca i sentieri che percorse il nostro scrittore locale, dalla fine della sua infanzia a Sacy, e successivamente a Courgis poi ad Auxerre.
    Jules Roy
    Nato in Algeria, Jules Roy fu uno dei primi intellettuali a denunciare gli errori e gli abusi commessi dall'altro lato del Mediterraneo nel corso del conflitto che oppose algerini e francesi. Colonnello d’aviazione, si dimette dall'esercito con grande clamore per protestare contro i bombardamenti effettuati dalla Francia in Indocina, e si dedica da allora esclusivamente alla scrittura. La sua opera è particolarmente importante.
    Si ritira a Vézelay, in una vecchia dimora ai piedi della basilica Sainte-Madeleine, alla quale dedica parecchie opere.
    La casa JULES-ROY
    Ultima dimora dello scrittore Jules Roy (1907 – 2000), acquisita dal Consiglio Generale dell’Yonne. Oggi casa di scrittore, luogo di cultura e di memoria, accoglie degli scrittori in residenza. La scrivania dello scrittore, lasciata così com'era, e il parco della proprietà sono aperti alla visita.
    Romain Rolland
    Originario di Clamecy dans la Nièvre, dove nacque nel 1866, Romain Rolland, appassionato d’arte e di musica classica, cercherà per tutta la sua vita un mezzo di comunione tra gli uomini. Si distingue per le sue prese di posizione pacifiste e umaniste pubblicando in particolare "Au dessus de la mêlée" nel 1915, raccolta di articoli che gli varranno il Premio Nobel per la letteratura lo stesso anno. A partire dal 1938, visse a Vézelay dove incontra Yvonne e Christian Zervos tramite un amico comune, l’architetto Jean Badovici. Dopo la sua morte nel 1944, la sua vedova lascia la casa dello scrittore alla Cancelleria delle Università di Parigi per farne un "luogo di riconciliazione tra i popoli e della gioventù" o un museo (*vedere museo Zervos, qui sotto).
    Yvonne e Christian Zervos
    Per tutta la loro vita, attraverso opere o mostre, hanno fatto vedere gli artisti della loro epoca. Christian Zervos fu editore dei "Cahiers d’art" dal 1929 al 1970. Yvonne, invece, esponeva questi artisti, ancora poco conosciuti, nella loro galleria, al numero 14 di rue du Dragon, a Parigi. Nel corso degli anni, Christian e Yvonne Zervos hanno costituito una collezione impressionante, quasi 700 pezzi firmati dalle mani dei maggiori artisti del XX secolo: Picasso, Kandinski, Viera Da Silva, Giacometti, Calder, Miró, Brauner… Proprietari di una casa a Vézelay, alla loro morte, avvenuta nel 1970, hanno lasciato questo straordinario insieme di opere al comune, specificando nelle ultime volontà il desiderio che fosse creato un museo per esporle.
    Il museo Zervos a Vézelay
    A marzo 2006, con l'aiuto del Consiglio Generale dell’Yonne, il museo apre le porte nella vecchia casa di Romain Rolland. Gli Zervos sono sempre restati nell'ombra rispetto alle opere che apprezzavano. L’allestimento del museo rispetta questo onorevole atteggiamento presentando, in armonia con lo spazio e la luce della casa, delle opere di artisti che hanno fatto la storia dell'arte moderna : Léger, Laurens, Giacometti, Calder, Miró, Picasso, Victor-Brauner, Hélion e alcuni altri. In una sala del museo, la camera-studio di Romain Rolland è stata conservata e costituisce un luogo di memoria.
    Gli Incontri musicali di Vézelay
    Una programmazione che illustra le più belle pagine del repertorio della musica vocale sacra, sotto tutte le sue forme e a tutte le epoche, una linea artistica ampiamente aperta sull'Europa ma anche sulla modernità, un'organizzazione preoccupata di sviluppare delle vere e proprie corporazioni, capace di accogliere i propri artisti in residenza, questa è la caratteristica degli Incontri musicali di Vézelay creati nel 2000. Gli incontri, nello spazio di quattro giorni, riuniscono le formazioni vocali e musicali con cui il coro Arsys Bourgogne, nato ad ottobre 1999 e costituito da cantanti professionisti, collabora nel corso delle stagioni artistiche. Ogni anno alla fine del mese di agosto, i concerti sono tenuti di pomeriggio nelle chiese vicine a Vézelay, in serata nella basilica Sainte-Madeleine, iscritta dall’Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità.
    Cardo
    Itinerario particolare quello di Cardo. All'età di cinque anni, recita in un film in cui Gaby Morlay era la protagonista. Un po' più tardi, nel 1938, la sua famiglia lascia la Spagna per la Francia. Danza allora con altri principianti chiamati a farsi un nome nel mondo dello spettacolo: Piaf, Bourvil, o ancora Trenet. Attore, ballerino di tip tap, partecipa a molti film. Appassionato di animali, nel 1982 si sistema a Chamoux, vicino a Vézelay, e crea un parco preistorico immaginario, Cardoland.
    Cardo Land
    In un parco boscoso di 10 ettari, Cardo, ha lasciato libero corso alla sua immaginazione: una laguna e la sua fauna, numerosi dinosauri, rinoceronti di Merck, il grande stegosauro, tigri dai denti a sciabola, orsi delle caverne, uccelli, un diplodoco lungo venti metri e l'uomo di Cro-Magnon, tutti a "grandezza naturale".
    Marc Meneau
    Nato nel 1943 ad Avallon, Marc Meneau studia alla scuola alberghiera di Strasburgo prima di riprendere il caffè-drogheria di sua madre a Saint-Père-sous-Vézelay, che trasforma in ristorante con sua moglie Françoise. Forte della sua prima stella Michelin nel 1972, la coppia decide allora di trasferire il ristorante in un luogo più spazioso. L’Espérance apre le sue porte: è una vecchia casa padronale, con quasi un ettaro di giardini. Nel corso degli anni, le stelle e i bei voti si susseguono, per fare del ristorante una delle migliori cucine di Francia. Legato al territorio, Marc Meneau pianta 16 ettari di vigne e contribuisce alla rinascita del vigneto di Vézelay. Nonostante dei problemi finanziari nel 2007, l'Espérance resta tuttavia un locale eccezionale dove Marc Meneau celebra la cucina con un talento e una creatività senza limiti.
    Jean Desprès
    Arrivato giovanissimo ad Avallon, Jean Desprès ne diventerà una delle figure locali. A 14 anni frequenta la scuola di disegno della città di Parigi, poi sarà apprendista da un orafo del Marais. Padroneggerà presto quest'arte e si orienterà anche verso la gioielleria. La guerra e la sua assegnazione di meccanico in una squadriglia segneranno considerevolmente il suo stile: lo seducono la nitidezza e l'aspetto geometrico rigoroso dei pezzi dei motori. Nel 1926, espone per la prima volta dei pezzi sorprendenti e dei gioielli surrealisti. Amico degli artisti dell'epoca come Jouve, Pompon, Léger, Braque, espone in tutta Europa.
    Museo dell'Avallonnais
    Delle generazioni di eruditi locali, collezionisti e donatori, spesso impegnati nella politica per la Repubblica, hanno radunato degli oggetti di grande interesse storico ed
    etnografico e creano il museo nel 1862. La Storia dell’Avallonnais è disegnata da queste disparate collezioni e le creazioni degli scultori Loiseau-Bailly, Vigoureux e dell'orafo Desprès. Una sala è dedicata interamente a lui: gioielli, oggetti di uso comune ma anche arte religiosa.
    Camera R. Rolland Museo Zervos - Copyright J.R. Tourneur © J.R. Tourneur
    © Maison Jules-Roy - Conseil Général de l'Yonne © Maison Jules-Roy - Conseil Général de l'Yonne
  • Tappa 4Il Tonnerrois
    © Conservazione dei Musei dell'Yonne © Conservation des Musées de l'Yonne
    Il Tonnerrois
    Charles-Louis Pothier
    Il suo nome forse non vi dice niente ma certamente conoscete le opere di questo compositore – paroliere che dal 1903 alla sua morte nel 1962, passa lunghi soggiorni a Noyers-sur-Serein nella casa diventata l’hôtel de la Vieille Tour. La più conosciuta delle sue canzoni fu interpretata da Fernandel:
    « Il faisait un temps superbe (C'era un tempo superbo)
    Je me suis assis sur l'herbe (Mi sono seduto sull'erba)
    Félicie aussi (Anche Félicie)
    J'pensais les arbres bourgeonnent (Pensavo: gli alberi germogliano)
    Et les gueules de loup boutonnent (E le bocche di leone fioriscono)
    Félicie aussi (Anche Félicie)
    Près de nous sifflait un merle (Vicino a noi fischiava un merlo)
    La rosée faisait des perles (La rugiada formava delle perle)
    Félicie aussi (Anche Félicie)
    Un clocher sonnait tout proche (Un campanile suonava lì vicino)
    Il avait une drôle de cloche (Aveva una strana campana)
    Félicie aussi… » (Anche Félicie)
    Charles-Louis Pothier scriverà a Noyers-sur-Serein anche "Les roses blanches".
    Yankel
    Nato a la Ruche, passage Danzig a Parigi, Yankel è un figlio d'arte, suo padre infatti è il pittore Kikoine, una figura emblematica dei pittori della Scuola di Parigi. Kikoïne negli anni 1930 con i suoi amici Soutine e Kremègne veniva nella valle del Serein… Nel 1990, Yankel lascia una parte della sua collezione d’arte naïf al Museo di Noyers-sur-Serein.
    Museo di Noyers-sur-Serein
    Del museo cantonale creato dopo il 1870, resta un'originale camera delle meraviglie. Nel 1990, il museo riceve dal pittore Yankel una delle più belle collezioni d'arte naïf di Francia. Altri pittori che hanno soggiornato nel Tonnerrois, hanno lasciato le loro opere al museo come gli africanisti Hélène Farey e Roger Nivelt. Il pittore e critico d'arte Yvon Taillandier ha fatto dono di una collezione di piccoli oggetti popolari di diversi paesi iniziata da Jacqueline Selz, amica dei Surrealisti. Questo insieme costituisce un legame privilegiato tra la collezione d'arte naïf e il movimento surrealista, che fece conoscere le arti "fuori dalla norma".
    Il Centro d’arte dell’Yonne
    Il Centro d'arte dell'Yonne ha come obiettivo lo sviluppo dell'arte contemporanea nel dipartimento. Diretto da Jacques Py, il centro è al tempo stesso luogo di risorse, centro di documentazione, organizzatore di mostre, di laboratori pedagogici e di conferenze. Propone anche degli aiuti alla creazione, un servizio educativo e servizi al pubblico.
    Ogni anno nella bella stagione, il Centro d’arte dell’Yonne presenta in particolare, nelle dipendenze del castello di Tanlay, un'importante mostra d’arte contemporanea.



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